Calcetto dopo gli anta? Un bagaglio di salute

Una sana integrazione può passare da un gioco antagonista e, di sicuro, la socialità è uno dei benefici di una partita di calcio dopo gli anta.

Partita di calcio, calcetto, in strada, in piazza, in spiaggia, il calcio è lo sport più onnipresente e popolare in ogni sua forma e in ogni luogo e diversi studi confluiscono sui benefici di continuare a giocare anche dopo gli anta. Una nuova ricerca presentata al Congresso nazionale della Società Italiana Biochimica Clinica e Biologia Molecolare ha scoperto nuovi benefici sulla salute, in particolare sulla prevenzione delle malattie e per ritardare il declino legato all’età. In che modo? Agisce sulle cellule muscolari e nervose e dunque sarebbe un ottimo strumento per influenzare la longevità. Non solo, sempre secondo la ricerca, migliorerebbe forza muscolare, composizione corporea, capacità cognitiva e qualità di vita anche in pazienti con BPCO (Bronco-pneumopatia Cronica Ostruttiva).

Chi di noi non ha mai ricevuto il fatidico invito a giocare a calcio, a volte tanto atteso per entrare in un gruppo di persone di cui aspiravamo a far parte o, altre volte, strumento di integrazione sul lavoro, nella vita, tra persone di etnie diverse. In una partita di calcio tra amatori, le opposte fazioni si sono ispirate ad ogni clichè sociale: dagli scapoli contro ammogliati ad avvocati contro magistrati, fino a dirigenti contro dipendenti e operatori sociali contro immigrati. Ovunque vi sia un pallone c’è una sana aggregazione sociale laddove non vi siano le derive violente degli stadi.

Insomma una sana integrazione può passare da un gioco antagonista e, di sicuro, la socialità è uno dei benefici di una partita di calcio dopo gli anta.

Risultati di 16 studi internazionali sul calcio

La Fifa ha presentato uno studio in cooperazione con 16 paesi mondiali sui benefici del calcio. Questi studi convergono, da altri punti di vista, sull’effetto di prevenzione delle malattie tanto che uno slogan del British Journal of Sports recita: “Giocare 45 minuti due volte a settimana è la migliore prevenzione contro le malattie non infettive”.

Il calcio influenza uno stile di vita attivo, ma sembra che, ad essere promossa sia proprio la partita di calcetto tra amici che per la sua capacità motivante e a fare gruppo ha degli ottimi risvolti a livello psicologico e nell’ingaggiare le persone, anche sedentarie, in uno stile di vita sano.

Infatti le ricerche hanno riscontrato che anche uomini di 65-80 anni che non avevano mai giocato prima e dunque non erani allenati, hanno migliorato le funzioni cardiovascolari insieme alla forza di ossa e muscoli.

I risultati della ricerca sono trasversali ad ogni età, dai 9 agli 80 anni: i benefici sono cardiocircolatori e metabolici oltre a giovare nel trattamento dell’ipertensione. I risultati di uno studio danese sono stati poi sorprendenti: sembra che benefici sulle ossa, sulla postura e sui muscoli, si siano riscontrate anche su persone senza fissa dimora che sono solite giocare a calcio per strada. Insomma la morale è che non bisogna essere Ronaldo o Messi per ottenere il meglio dal calcio ma bastano un pallone, un gruppo di amici, con o senza un tetto dove vivere, tanta voglia di vivere e di sentirsi bene nella testa, nel cuore e nel fisico.

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