Dal 24 maggio riparte anche tutta la corsistica a Forum! Ne parliamo con il nostro responsabile Daniele Ninci!
Dalla prossima settimana riapriranno anche le palestre; è stata riconosciuta la sicurezza dei centri sportivi e sarà quindi possibile tornare a fare attività indoor. Un grande appuntamento, sia perché torniamo ad allenarci e a stare bene, ma anche per il significato in sé di un lento ma ormai avviato ritorno alla normalità. Sono stati mesi lunghissimi e pesanti, soprattutto per l’incertezza che li ha accompagnati e per i costanti timori che ci hanno appesantito, impedendoci di guardare al futuro con serenità. Tutto questo è ora parte del passato e dal 24 maggio ricominciamo con una rinnovata consapevolezza dell’importanza dell’attività sportiva. Sia dal punto prettamente fisico, ma anche mentale e motivazionale.
Vogliamo quindi fotografare la situazione attuale, facendo un piccolo bilancio di quello che è stato, con la volontà di avere uno sguardo propositivo e attivo sul futuro. Per farlo ne abbiamo parlato con Daniele Ninci, responsabile della corsistica di Forum, con il quale abbiamo avuto modo di affrontare diversi argomenti e focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti chiave imprescindibili dai quali ripartire.
Daniele, quali sono gli elementi che sono maggiormente mancati in questi mesi e dai quali bisognerà ripartire?
«È bene fare una distinzione. Tutto quello che riguarda la corsistica dobbiamo considerarlo per un 80% rivolto ai bambini e il restante 20% agli adulti. Differente invece è la situazione di corsi e attività di sala (fitness, olistico, sala cardio, sala pesi, eccetera) dove lì vi è una frequentazione prevalentemente adulta e in questo periodo, comunque, i saci adulti sono riusciti a lavorare anche utilizzando gli spazi esterni che abbiamo messo a disposizione. Questa distinzione è importante per capire come la corsistica è quella che ha sofferto di più da questo periodo di chiusura perché c’è stato un disagio per gli utenti, ma anche un disagio per gli insegnanti che di conseguenza non hanno potuto lavorare»
In alcuni casi, quindi, è stato possibile, seppur con tante difficoltà e tutte le differenze del caso, offrire un’alternativa. In quali casi questo non è stato possibile?
«Chi esce peggio è sicuramente il settore nuoto, dove l’attività in piscina non è stato nemmeno possibile replicarla»
Come hai fatto notare buona parte dell’utenza dei corsi delle palestre è composta da bambini e ragazzi, che sono tra coloro che hanno maggiormente sofferto questo assurdo periodo che ci stiamo lentamente mettendo alle spalle. Un problema in questo caso sia fisico che educativo?
«Nello sport l’aspetto educativo è fondamentale e da quel punto di vista per i ragazzi è stato drammatico perché gli sono state tolte le amicizie tra loro, ma anche il rapporto con i propri insegnanti che è un punto di riferimento fondamentale durante la fase di crescita del bambino»
Torniamo all’attualità. Si riparte, riaprono le palestre. Secondo te, a livello di partecipazione, torneremo come prima, ci sarà un calo o un aumento degli iscritti in palestra?
«Da quando c’è stata la comunicazione ufficiale che le palestre avrebbero riaperto siamo stati sommersi di chiamate. Credo che un po’ di ripercussioni ci saranno, ma sono convinto che stiamo facendo un buon lavoro. Nel breve periodo ci saranno ancora un po’ di reticenze, ma da settembre credo ripartiremo alla grande perché comunque c’è tanta voglia di fare»
Guardiamo in avanti; cosa consiglieresti a chi deve scegliere il corso migliore per ripartire? Quali elementi valutare?
«L’importante è che si riprenda a fare sport. Il Covid ha creato enormi problemi, fisici ma anche dal punto di vista mentale. Fare sport è benessere e star bene, non è solo la performance, ma anche cura e prevenzione di tante malattie e fastidi. Quindi l’importante è riprendere, magari gradualmente con un corso di due o tre volte a settimana ma ripartire, perché ne abbiamo tutti bisogno»
Quella del 24 maggio è una prima data da segnare sul calendario; tornare a vivere le palestre e i centri sportivi, a seguirne i corsi e a respirare l’energia e la vitalità tipici di questi luoghi è la miglior terapia contro i mali, specialmente sociali e psicologici, che questo tempo ci ha consegnato. Questo non è più il momento di guardarsi indietro, ma di tornare a vivere e a farlo in maniera attiva e propositiva. Con fatica e pazienza, certo, ma la buona notizia è che possiamo contare sullo sport e sui benefici che l’attività fisica ci mette a disposizione.