Tutti in piscina: così i bimbi imparano a nuotare

Quale migliore soluzione all’afa che colpisce le nostre città, nel periodo estivo, di un tuffo in piscina? Maggio è il mese in cui, ad effetto domino, si inaugurano le piscine all’aperto a Roma ed è anche consigliabile assaporare il relax molto urban ma stress-free, rispetto al routinario setting di città, di questo periodo dell’anno, quando gli agoni tra ombrelloni e lettini brulicanti d’alta stagione sono ancora un miraggio! Passare una giornata in piscina ha il vantaggio di sfuggire al caldo e allo smog, se la struttura non è collocata in un contesto troppo cementificato, e al traffico verso il mare, contemporaneamente.

La piscina per i bambini

La piscina all’aperto può essere multifunzione: un’oasi per gli adulti e un luogo più sicuro dove insegnare ai bambini a nuotare. Se stai pensando infatti di partire quest’estate per le vacanze al mare con tutta la famiglia e vorresti che il tuo piccolo cominciasse a familiarizzare con l’acqua e il nuoto, puoi cominciare da un bagno in piscina: la presenza di un bagnino e gli orizzonti più controllabili renderanno più tranquilla te mentre l’acqua calma, trasparente e senza onde rassicurerà lui o lei.

Nonostante per i bambini rappresenti un habitat naturale che gli ricorda il liquido amniotico, sono molti quelli che hanno paura dell’acqua, circa 3 bambini su 100, una fobia che si manifesta attraverso capricci e tormenti che il piccolo lamenta ad ogni contatto, durante il bagnetto e, allo stesso modo, al mare o in piscina. La paura del mare può essere legata all’instabilità delle onde mentre in piscina il bambino può percepire una situazione non familiare che lo rende insicuro perché incapace di dominare.

Come insegnare ai bambini a nuotare

Forse prima di spiegare come, bisognerebbe anche chiedersi il perché: oltre all’esperienza di gioco unica che il bambino può vivere a contatto con l’acqua, ricca di sensazioni, movimenti, suoni, da fare in modo che tutte le strutture senso-motorie siano stimolate in modo intenso, insegnare ai bambini a nuotare in età prescolare li difende dai rischi di annegamento in mare, che, come spesso ribadiscono i pediatri, sono molto alti. Il modo migliore per introdurli nell’habitat acquatico prima di una partenza per il mare è iscriverli ad un corso di piscina per bambini, durante il periodo invernale o a partire da subito per incominciare a fargli amare l’acqua.

In alternativa la mamma o il papà possono essere dei validi insegnanti basta seguire qualche semplice trucchetto:

  1. In primo luogo i bambini devono percepire la sicurezza e quindi anche i genitori devono essere calmi e non trasmettergli ansia e agitazione.
  2. Se il battesimo dell’acqua avviene al mare meglio scegliere come primo impatto un litorale sabbioso e un fondale che sprofonda gradualmente per lasciare un certo grado di libertà al bambino nel giocare a riva senza eccessivi rischi.
  3. A 2 – 3 anni i bambini hanno già dei movimenti controllati: possono mettere la testa sott’acqua, cosa che è possibile insegnargli facendogli chiudere gli occhi, invitandolo a trattenere il respiro contando, prima fino a 3 e poi aumentando pian piano il numero.
  4. È dunque importante che il bambino viva tutto come un gioco: il gioco è la chiave di avvicinamento per invogliarlo anche ad avvicinarsi all’acqua senza paura. In questo caso soprattutto il mare può giocare a suo favore rispetto alla piscina perché mentre il bambino gioca con la sabbia gli si possono mostrare le conchiglie, gli scogli, le alghe, i sassolini colorati e tutte quelle meravigliose scoperte che il mare regala.
  5. Per aiutarlo ad imparare a galleggiare, meglio tenerlo a pancia in su, sorreggendolo per la schiena e facendogli battere i piedini.
  6. È in generale importante entrare in acqua con lui, facendolo sentire protetto.

 

Gonfiabili per diventare dei pesciolini

In commercio si trovano molti strumenti da far vivere al bambino come giocattoli che aiutano il compito di mamma o papà: pensiamo a quelle ciambelle che hanno anche il sostegno per la mamma, una cintura gonfiabile a cui può sorreggersi accanto al bambino.

Già dai 2 ai 3 anni i braccioli sono i favoriti dai piccoli temerari del mare, quei bimbi che si sentono a loro agio in acqua e già dimostrano dimestichezza. Garantiscono una maggiore libertà di movimento, l’importante è che abbiano due camere d’aria così, se una delle due si sgonfia, subentra l’altra.

C’è poi il gilet, giubbotto gonfiabile, per bimbi piccoli e per le prime volte in quanto è la scelta più sicura. Una volta indossato il bambino può tenerlo anche mentre gioca sulla riva.

Se il tuo bimbo sta diventando un piccolo campione il tubo galleggiante o la tavoletta è ciò che fa per lui, in piscina o al mare sono ottimi strumenti per cominciare a pensare alla tecnica in vista di sbalorditive performance!

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